"Io sono Richard Burton. Voi perdonerete il mio italiano imperfetto, ma vorrei cercare di parlarvi senza traduzione perché quello che è accaduto in Italia e a Firenze mi riguarda profondamente. [...] Adesso Firenze ha bisogno dell'aiuto di tutti, perché Firenze appartiene al mondo, quindi è anche la mia città." È l'incipit che il grande Richard Burton fa al film documentario diretto da Franco Zeffirelli, suo amico, girato a seguito dell'alluvione di Firenze del 1966. Doloroso, non più delle recentissime alluvioni di queste scorse settimane in Emilia Romagna. Anche qui tanti Angeli del fango, anche qui sofferenza e tanta volontà di rialzarsi, mentre un impronunciabile ministro alle infrastrutture twitta associando la tragedia romagnola alla disfatta del suo Milan. All'orrore si aggiunge degrado umano, istituzionale per giunta. Ci sarà un nuovo Zeffirelli a raccontare quel che è accaduto poche settimane fa? Chissà, però mancherebbe comunque la voc...