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L'Opinione di Marco Lombardi

Le monellerie di una classe politica infantile

Provando ad applicare alla nostra classe politica la massima "dimmi cosa consumi e ti dirò chi sei", il quadro che ne emerge è sconcertante. Basti scorrere la lista acquisti dei consiglieri regionali, a carico dei cittadini, sotto la lente di ingrandimento della magistratura e dei mezzi di comunicazione. Viaggi esotici, videogames, notti folli ai night, cene pantagrueliche. Mai che con i soldi rubati all'erario si fosse comprata una rara pubblicazione, un quadro, la prima fila in un concerto o all'opera. Utopistico poi rintracciare un qualche contributo ad associazioni culturali, di ricerca o di assistenza. Messe le mani nei conti pubblici, la classe politica si è comportata come il più discolo monello che disponga del portafogli di mamma e papà, sperperando cioè nei più futili desideri. Verrebbe quasi da riabilitare le ruberie della prima repubblica, ma è proprio questa implicita assoluzione retroattiva il male maggiore di un sistema partitico incapace di rinnovarsi, in meglio.