Abbiamo saputo della figura del commissario AMILCARE SALEMI (1906/ 1946) leggendo il libro di GIANFRANCO SIMONE (albenganese residente a Milano e brillante giornalista de "Il Corriere della sera") "IL BOIA DI ALBENGA - Mursia Ed. Milano, 1998, dedicato all'omonimo collaborazionista LUCIANO LUBERTI e su un vecchio numero della rivista "STORIA RIBELLE" di Biella diretta dal già fondatore del gruppo autonomista PIEMUNT, ROBERTO GREMMO, oggi su posizioni libertarie.
AMILCARE SALEMI era nato a Paola (Cosenza) e come tanti giovani meridionali si era arruolato nella P.S. per sfuggire alla fame e alla miseria della sua zona geografica. Giovani che inaspettatamente troveranno comprensione, dopo molti anni nelle pagine di PIER PAOLO PASOLINI.
Dopo l'8 settembre, 1943 troviamo il commissario dirigere l'Ufficio Stranieri della Questura Repubblicana di Como. Incarico che gli permette di salvare centinaia di ebrei ( scrive il Simone), facilitando il loro esodo in Svizzera .
E tale merito gli sarà riconosciuto dopo la Liberazione. Tanto è vero che con l'insediamento al governo dei partiti antifascisti egli non solo ebbe salva la vita, non solo non venne arrestato, ma non venne neppure espulso dalla P. S. , ma il nuovo governo si limitò a trasferirlo a Savona.
E qui cominciarono i suoi problemi.
Nonostante la Magistratura sabazia avesse lavorato efficientemente con severe pene per chi si era macchiato di eccidi, delitti, delazioni, vi era in molti strati cittadini che non era ancora contento.
Infatti in quei giorni erano stati uccisi, nella zona compresa tra Albisola Capo e le cave di Caprazoppa (Finale Ligure) ,numerosi marinai della "San Marco", molti dei quali richiamati alla leva obbligatoria.
A Varazze una signora ebrea di origine goriziana era stata fucilata dopo essere stata precedentemente costretta dai nazisti a fungere da interprete.
Una ragazzina, poco più che dodicenne era stata violentata e uccisa per le sue simpatie con la RSI (ed è strano che ancora oggi ci sia chi giustifichi tale fatto, giustificazione che né Togliatti, né Nenni, né Parri, né Mattei si sarebbero mai permessi di esprimere, e che può trovare consenso solo in certi neo e post "ecce bombi" dei C.S.A.) .
Cosi' non si era salvato un medico il quale, pur essendo stato un lontano squadrista nel periodo ' 19 / 22 non solo era rimasto indifferente alla RSI, ma nel corso della guerra aveva curato diversi partigiani feriti. Alla Liberazione era stato fermato ma poi rilasciato dal locale CLN perché su di lui non pendeva alcun capo di imputazione. Una notte fu ritrovato crivellato di colpi...Cosi'm morirono "misteriosamente altre persone " .
E' qui che cominciano i delitti denominati " al silenziatore" . Il dottor FRANCESCO NEGRO, noto medico e tra i dirigenti della componente socialista del CLN savonese, tenne un comizio inm cui condannava esplicitamente i misteriosi delitti. Dopo pochi giorni sarà anche lui tra le vittime del silenziatore.
Ed è a questo punto che il commissario Salemi intensifica le sue indagini .
Ma la sera del 18 novembre 1946, il funzionario si trovava a cena nel ristorante dell' Hotel " Genova "situato nella piazza dei giardini, dove allora vi era la stazione FFSS .
Un testimone raccontò di avere udito un "rumore simile a quello che fa un fiammifero sfregato sulla carta vetrata" e il commissario mormorare alla padrone che serviva il pranzo - Signora...la prego...mi aiuti...- e poi accasciarsi al suolo .
Più tardi si auto-accusò dei delitti un tale PIETRO DEL VENTO, ma non si riuscì mai a procedere a suo carico con obiettività , in quanto nel corso del processo dette segni di squilibrio mentale e alla fine venne condannato a 30 anni di carcere, ridotti poi a 20.
A distanza di più di 70 anni non si saprà mai chi ci fosse dietro quei delitti.
Dare per scontata la "pista rossa" (tipico di una certa pubblicistica di destra) ci sembra patetico e fazioso.
I tre partiti della Sinistra (PCI, PSIUP e Partito d'Azione) cercarono sempre di rispettare le regole democratiche per le quali dissero di avere sempre combattuto (la Costituzione della repubblica italiana si deve anche ai comunisti TOGLIATTI e UMBERTO TERRACINI) ed è nello stesso periodo che il "MIGLIORE" emana un'amnistia che permetterà a tanti ex fascisti di uscire dal carcere, alcuni dei quali vivranno una diaspora in TUTTI i partiti antifascisti e diversi in uno spirito sincero, evolutivo e non opportunista( si pensi a figure come UGO SPIRITO, STANIS RUINAS, PIERO VIVARELLI ed ENRICO LANDOLFI), pur non sempre riuscendoci.
E ci sembra quindi demenziale pensare che la Sinistra mandasse qualcuno a fare il "giustiziere", sopratutto un paranoide e psicologicamente claudicante come il DEL VENTO ( che ci ricorda alcuni elementi della banda di "Indio" in "PER QUALCHE DOLLARO IN PIU' ") .
E poi vada per le uccisioni dei " vinti" , ma che interesse potevano avere i comunisti adm eliminare un alleato socialista come il dott. NEGRO, un medico umanitario di altri tempi che godeva di un gran prestigio tra la popolazione sabazia?
La tesi di una "situazione pre- rivoluzionaria" è anch'essa da escludere poiché a Yalta si era stabilito categoricamente (e con il consenso dello stesso STALIN!) che l' Italia sarebbe rimasta nella sfera occidentale e che il comunismo NON sarebbe mai andato al potere in Italia, né in nessun paese all' ovest della "cortina di ferro" .
Ma non intendiamo certo azzardare nessuna ipotesi neppure contraria (nemmeno quella di un "regolamento di conti" tra fascisti : Anche perché AMILCARE SALEMI non aveva una specifica collocazione politico- ideologica (anche se aveva prestato servizio sotto il fascismo) e se proprio doveva averne una era quella della fedeltà alla monarchia (sebbene a differenza di come avevano fatto diversi ufficiali, funzionari e dipendenti statali non aveva minimamente pensato di dimettersi dopo il 2 giugno proclamazione della repubblica italiana).
A.Z.
