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L'Opinione di Marco Lombardi

La banda del pesto

nelle ultime settimane, in alcune città della Toscana, si sono verificati furti di... pinoli. No, non è uno scherzo e l'ultimo episodio è accaduto a Firenze un paio di giorni fa, dove ad una donna, fermata dalla vigilanza all'uscita di un supermercato, ne sono state scoperte ben settanta confezioni nascoste nel passeggino, per un valore totale di quattrocento euro. Sono in corso indagini su un presunto giro criminale per la produzione di “pesto a nero”.
Ora, a parte che il pesto è verde o al massimo, nella versione siciliana, rosso, la notizia è emblematica. Ci riporta indietro di anni, ad un'italietta povera, uscita dal dopoguerra, dove ci si arrangiava a far di tutto per riempire la pancia con una pasta e ceci. Di quell'epoca però abbiamo forse smarrito la voglia di faticare, perché se una cosa non manca nelle nostre strade cementificate sono i pini, ma i pinoli ormai non li raccoglie più nessuno, sporcano troppo le mani. Verrebbe fuori una bella commedia alla Monicelli o alla Risi: “La banda del pesto”. Peccato che non ci sono più né Monicelli né Risi. Insomma, aridatece almeno un altro Cappannelle [http://www.youtube.com/watch?v=eL7bp-JhPyk].

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